SIM che scompaiono e connessioni ubique

Cassandra Crossing/ C'era una volta la favola degli oggetti che sarebbero diventati tutti connessi...



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-02-2026]

Cassandra si è già occupata delle problematiche relative ai computer che scompaiono dalla vista delle persone, infilandosi negli oggetti della vita quotidiana. Quando nessuno ci faceva caso, venti anni fa aveva sottolineato la potenziale pericolosità per la privacy degli oggetti dotati di "canali di ritorno"; oggi diremmo "che possono telefonare a casa" oppure, più banalmente, "permanentemente connessi al cloud". E si trattava solo delle prime set-top box MHP, con connessione modem su linea commutata. 20 anni di evoluzione tecnologica sono trascorsi e oggi, indipendentemente dalla loro funzione primaria, nascono già attrezzati per connettersi a Internet anche oggetti economici e banali, come molti elettrodomestici che per la loro funzione primaria non ne avrebbero bisogno; in questo modo possono consentire anche di vendemmiare dati personali dal proprietario dell'oggetto, e inviarli al fabbricante.

Lasciando perdere le giustificazioni, in parte vere, della manutenzione preventiva e del miglioramento dell'esperienza utente, alle quali ormai nessuno più crede, è pacifico che questa vendemmia sia fatta per lucrare sui dati personali, riversandoli nell'enorme mercato del brokeraggio di dati, e poi vendendoli solo a chiunque sia disposto a pagarli, per essere impiegati strettamente per qualsiasi scopo. A questo punto i più istruiti tra i 24 lettori di Cassandra, che già avevano preparato l'inventario dei loro oggetti connessi a Internet, si saranno resi conto che da oggi dovranno aggiornarlo di frequente, controllando qualunque nuovo oggetto dotato di alimentazione elettrica che entri in casa, per la possibilità che si connetta a Internet senza dirlo.

Anche se oggi il desiderio bagnato di qualunque fabbricante di qualsiasi cosa è quello di renderla connessa per sfruttare i nostri dati personali, la maggior parte degli oggetti elettrificati che abbiamo in casa è ancora priva di connessione a Internet autonoma; questo solo grazie a tre ostacoli pratici: costo, ingombro e contrattualistica. Perché un oggetto sia in grado di connettersi a Internet in maniera autonoma, ovvero senza che il proprietario lo sappia o lo percepisca, non è possibile affidarsi alla connessione Wi-Fi dell'abitazione del proprietario; sia perché il processo di setup dell'oggetto rende evidente la connessione, sia perché la connessione Wi-Fi non sempre è disponibile.

È necessario invece che l'oggetto possieda un modem interno per le ben più diffuse reti cellulari, e di una SIM per autenticarsi e utilizzarle: queste due cose consentono, nel vero senso della parola, di "telefonare a casa"; in questo modo il proprietario dell'oggetto, ma forse è più esatto chiamarlo l'utente dell'oggetto, può essere tenuto completamente all'oscuro dell'esistenza di una connessione e dei relativi flussi di dati. Analizziamo perciò i tre ostacoli che sbarravano fino a ieri la strada alle connessioni ubique di tutti gli oggetti.

Il costo: negli ultimi anni il costo di un modem cellulare è sceso in maniera drastica; un modem cellulare miniaturizzato, chip, porta-SIM fisica e antenna aveva già anni or sono un costo industriale sotto i 3 dollari, e una superficie di pochi centimetri quadrati; quindi abilitava in maniera tecnicamente e commercialmente sostenibile, per esempio, tutti gli elettrodomestici e le auto. Da allora i costi continuano a scendere, soprattutto grazie alle miniaturizzazione.

La contrattualistica: ottenere una SIM cellulare richiedeva procedure complesse a causa principalmente di vincoli legali. Negli ultimi anni questi vincoli sono stati ridotti ed è divenuto possibile produrre SIM per uso industriale e non legate a una persona fisica; su questo mercato nascente sono nati operatori specializzati in SIM dati a basso traffico e basso costo, funzionanti su aree geografiche vaste, di solito interi continenti. Questo ha permesso di abilitare l'uso commerciale di SIM in oggetti ordinari.

evoluzione esim

L'ingombro: la miniaturizzazione delle SIM e del chip contenente il modem ha permesso riduzioni di costi e di ingombri. La nascita delle eSIM, SIM virtuali che vengono caricate sui cellulari via rete, e se necessario spostate da un cellulare all'altro nello stesso modo, ha permesso di eliminare l'ingombrante (si fa per dire) zoccolo della SIM fisica. Come si vede dalla grafica qui sotto, che rappresenta l'evoluzione delle dimensioni delle SIM, i più recenti chip per l'utilizzo di eSIM sono arrivati a dimensioni di soli 2 x 2 millimetri. A questa miniaturizzazione si affianca la possibilità di installazione e gestione remota delle eSIM via software, che ha permesso di abilitare all'utilizzo di connessioni dati anche intere flotte di oggetti più piccoli e più economici. L'imminente avvento delle iSIM, chip per eSIM che nascono integrati direttamente nei chip delle CPU, ha sostanzialmente azzerato gli ingombri e ulteriormente ridotto i costi.

All'eliminazione dei tre ostacoli che impedivano l'inserimento di connessioni Internet in oggetti anche piccoli ed economici, purché elettricamente alimentati, si aggiunge la realizzazione di interfacce di amministrazione che permettono di gestire intere flotte di oggetti IoT omogenei, non solo per quanto riguarda la distribuzione delle eSIM, ma anche per il controllo di altre caratteristiche degli oggetti connessi, quali per esempio gli aggiornamenti firmware. Non è nemmeno il caso di notare che questi stessi software consentono anche di gestire i flussi di dati provenienti dagli oggetti, archiviandoli per qualsiasi utilizzo successivo.

Essendo scomparsi gli ultimi tre gli ostacoli sulla strada delle connessioni ubique, gli oggetti intrinsecamente connessi arriveranno massicciamente a breve tra noi per restare; nel bene e nel male. Qualsiasi nuovo oggetto che sia elettricamente alimentato, anche solo da una piccola batteria, potrà avere una connessione a Internet più o meno permanente; nessun simbolo specifico, nessuna avvertenza sarà impressa sulla scatola per indicarlo. Forse una direttiva EU o una norma di legge che obblighi a segnalare sulla scatola e nella pubblicità che l'oggetto appena acquistato si connette a Internet, e magari riporti bene in evidenza un simbolo obbligatorio, potrebbe essere un'ottima idea.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 8)

Il contatore non è tuo, è dei fornitore. Ma comunque i dati che trasmette potrebbero essere considerati dati personali. Questione complessa.
23-2-2026 16:27

Francamente, in questo caso, non lo riterrei un orgasmo da delirio normatore bensì un sacrosanto diritto del consumatore sapere se il dispositivo che compra, una volta alimentato, procederà subito a stabilire una connessione con il suo fabbricante inviandogli in continuazione dati di utilizzo ed altro senza alcun consenso da parte... Leggi tutto
21-2-2026 14:18

{UtenteAnonimo}
@zero questa è interessante. Però tu a tuo tempo hai dato documenti identificativi alla ditta del gas. Non ci metto la mano sul fuoco, ma volendo loro possono essere i titolari della SIM, ma a livello di tracciabilità sanno precisamente chi la sta usando. Però la questione è interessante, devo... Leggi tutto
18-2-2026 11:21

{celacanto}
Ti pare che i burosauri UE si lasceranno sfuggire questa ghiotta possibilità di avere un altro orgasmo da delirio normatore? Non c'è bisogno di nascondere alla gente le connessioni a Internet, che con il 6G saranno considerate alla stregua di un wifi distribuito e probabilmente gratuito, o integrato in abbonamento una... Leggi tutto
18-2-2026 11:05

Non c'e' niente di virtuale nelle eSIM. Sono SIM fisiche, saldate all'interno del dispositivo, invece di essere estraibili. La "e" significa "embedded". . Leggi tutto
18-2-2026 10:55

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