Il buco nero in alta definizione

Uno strumento che deve molto all'Italia ha permesso di raggiungere un'accuratezza senza precedenti nello studio di una galassia lontana 150 milioni di anni luce.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-05-2012]

eso bucon nero hd inaf

È stato definito dall'INAF «il "cuore violento" di una galassia lontana»: si tratta del buco nero supermassiccio che si trova nel nucleo della galassia NGC 3783.

Lo studio di questo buco nero è particolarmente significativo perché per la prima volta è stato utilizzato un sistema particolare per effettuarlo: sono stati infatti combinati tre dei telescopi con specchi da 8,2 metri che costituiscono il Very Large Telescope dell'ESO, che si trova in Cile, e la luce raccolta è stata analizzata con AMBER.

AMBER è un sofisticato interferometro - il suo nome significa Astronomical Multi Beam combineR - e per la prima volta è stato possibile utilizzarlo per studiare un Nucleo Galattico Attivo, ottenendo immagini con un'accuratezza 15 volte superiore a quella che si potrebbe avere utilizzando un singolo telescopio.

La galassia NGC 3783 si trova infatti a 150 milioni di anni luce da noi e lo studio nella banda del vicino infrarosso portato a termine utilizzando i tre telescopi e AMBER avrebbe richiesto, utilizzando un solo telescopio, che quello strumento avesse a disposizione uno specchio principale con oltre 100 metri di diametro (una misura impossibile da raggiungere).

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Tutto ciò ha permesso di individuare un anello di polveri - con un raggio di circa mezzo anno luce - che si trova nella regione più interna del nucleo della galassia in questione e sarebbe la riserva di materia che alimenta il disco di accrescimento che si trova intorno al buco nero.

Il successo ottenuto all'ESO è in parte anche italiano: lo spettrometro che costituisce il cuore di AMBER è stato ideato, testato e realizzato all'Osservatorio Astrofisico di Arcetri dell'INAF.

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